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Project AWARE News
 
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  Il primo atlante mondiale delle barriere coralline  
             
 

 

Il primo atlante mondiale delle barriere coralline, che è stato elaborato dall’organizzazione ambientale delle Nazioni Unite – UNEP – in collaborazione con il “World Conservation Monitoring Centre” – WCMC -, mette a disposizione un trattato mondiale sulle barriere. Raccoglie e analizza per la prima volta le valutazioni che i singoli paesi hanno fatto delle loro barriere e contiene delle mappe dettagliate e statistiche valide per tutte le nazioni sui cui territori si trovano delle barriere coralline.

Gli scienziati che hanno elaborato questo atlante, il più dettagliato mai fatto, hanno rilevato che la zona del nostro pianeta ricoperta dal sistema ecologico “barriera corallina” in effetti è molto meno vasta di quanto si pensava finora. Benché siano 101 i paesi e le zone interessate, le barriere coralline del mondo coprono soltanto 284.300 km2 che corrispondono circa alla metà della Francia e a meno dello 0,1% degli oceani!

Klaus Töpfer, Direttore amministrativo dell’UNEP dice: “Il nostro nuovo atlante dimostra chiaramente che le barriere coralline sono molto danneggiate. Vengono velocemente distrutte dalle attività umane. Troppa pesca, bombe e sostanze tossiche. Vengono soffocate dai sedimenti e strangolate dalle alghe che fioriscano grazie ai nutrienti che abbondano nelle acque di scarico e nei concimi. Vengono danneggiate da un turismo irresponsabile e soffrono del surriscaldamento globale degli oceani. Basterebbe già uno di questi fattori per fare danni seri ma messi tutti insieme viene fuori un cocktail mortale.”

 
             
 

Le nazioni con le barriere più grandi secondo il nuovo atlante sono nel ordine: Indonesia, Australia, Filippine, Francia (14.280km_ grazie ai suoi territori oltreoceano). Al dodicesimo posto troviamo la Gran Bretagna con oltre 5.500km_ sempre nei territori oltreoceano e rappresenta il 2% delle barriere mondiali, venendo prima degli Stati Uniti.

“Molte barriere coralline fanno parte del patrimonio delle nazioni più ricche del mondo. Tra loro Australia, Francia, Gran Bretagna e USA che si dividono un quarto di tutte le barriere. Un fatto che può essere decisivo per la loro difesa.” – così dice Mark Splading, uno degli autori dell’atlante.

Il nuovo atlante dell’UNEP-WCMC presume che il 58% delle barriere coralline siano minacciate dalle attività umane. Tiene in considerazione le pubblicazioni scientifiche precedenti, le informazioni relative agli effetti dell’aumento della temperatura terrestre e dello schiarimento dei coralli. Analizza anche il fenomeno “El Niño” che nel 1998 causò la perdita di oltre il 90% dei coralli in alcune parti dell’Oceano Indiano, pari al 5% del totale delle barriere.

Si trovano inoltre dati sulla diffusione delle malattie che stanno minacciando 106 tipi di corallo in 54 paesi. L’atlante tratta argomenti economici e chiede un migliore “Reef Management”. Chiede inoltre quale potrebbe essere il ruolo dei 15milioni di subacquei in tutto il mondo. Secondo gli autori, una buona gestione delle attività subacquee può aumentare i guadagni della popolazione indigena e stimolare la protezione delle barriere.

Il turismo subacqueo può essere una forza positiva che aumenta il valore delle barriere anche per le autorità locali e le istituzioni marittime.

Secondo il parere del dott. J. E. N. Veron, scienziato dell’Istituto australiano per le scienze marine e coautore dell’atlante, le barriere coralline fanno parte del patrimonio dei paesi in via di sviluppo e possono essere – se trattate adeguatamente – fonte permanente di guadagno e di valuta estera. “Gli incassi di valuta che l’Australia fa grazie al turismo del Great Barrier Reef supera gli introiti di tutta l’industria del pesce del paese.” dice Veron.

“Grazie alla crescita del turismo di massa e alla crescente popolarità dell’attività subacquea, il mondo ha cominciato a prestare attenzione allo stato delle barriere coralline. Ora bisogna prendere le misure necessarie per rispondere alla crisi della loro riduzione documentata appunto dall’atlante e garantire che questo sistema ecologico unico ed importante continui a “nutrire”, proteggere ed divertire noi e quelli che ci saranno dopo di noi”, questa è la posizione di Töpfer.

Per ulteriori informazioni su questo, nuovissimo Atlante mondiale delle barriere coralline potete rivolgerVi a Robert Bisset, portavoce dell’UNEP per l’Europa, scrivendo a: robert.bisset@unep.fr .

Noi del Project AWARE abbiamo cominciato l’anno scorso con delle campagne per la protezione delle barriere. Vogliamo ricordarVi che abbiamo del materiale illustrativo da offrirVi.

Potete chiedere agli uffici di vendita PADI il video “Coral Reef Harmony” disponibile in varie lingue, o il video “Coral Reef Conservation” uscito da poco in inglese o il relativo CD-ROM (che è comprensivo di video e outlines).

Domande? Scrivetemi:
nicole.dietrich@padi.ch oaware@padi.ch .

Nicole Dietrich
Manager Project AWARE