| Le
nazioni con le barriere più grandi secondo il nuovo
atlante sono nel ordine: Indonesia, Australia, Filippine,
Francia (14.280km_ grazie ai suoi territori oltreoceano).
Al dodicesimo posto troviamo la Gran Bretagna con oltre 5.500km_
sempre nei territori oltreoceano e rappresenta il 2% delle
barriere mondiali, venendo prima degli Stati Uniti.
Molte
barriere coralline fanno parte del patrimonio delle nazioni
più ricche del mondo. Tra loro Australia, Francia,
Gran Bretagna e USA che si dividono un quarto di tutte le
barriere. Un fatto che può essere decisivo per la loro
difesa. così dice Mark Splading, uno degli
autori dellatlante.
Il nuovo
atlante dellUNEP-WCMC presume che il 58% delle barriere
coralline siano minacciate dalle attività umane. Tiene
in considerazione le pubblicazioni scientifiche precedenti,
le informazioni relative agli effetti dellaumento della
temperatura terrestre e dello schiarimento dei coralli. Analizza
anche il fenomeno El Niño che nel 1998
causò la perdita di oltre il 90% dei coralli in alcune
parti dellOceano Indiano, pari al 5% del totale delle
barriere.
Si trovano
inoltre dati sulla diffusione delle malattie che stanno minacciando
106 tipi di corallo in 54 paesi. Latlante tratta argomenti
economici e chiede un migliore Reef Management.
Chiede inoltre quale potrebbe essere il ruolo dei 15milioni
di subacquei in tutto il mondo. Secondo gli autori, una buona
gestione delle attività subacquee può aumentare
i guadagni della popolazione indigena e stimolare la protezione
delle barriere.
Il turismo
subacqueo può essere una forza positiva che aumenta
il valore delle barriere anche per le autorità locali
e le istituzioni marittime.
Secondo
il parere del dott. J. E. N. Veron, scienziato dellIstituto
australiano per le scienze marine e coautore dellatlante,
le barriere coralline fanno parte del patrimonio dei paesi
in via di sviluppo e possono essere se trattate adeguatamente
fonte permanente di guadagno e di valuta estera. Gli
incassi di valuta che lAustralia fa grazie al turismo
del Great Barrier Reef supera gli introiti di tutta lindustria
del pesce del paese. dice Veron.
Grazie
alla crescita del turismo di massa e alla crescente popolarità
dellattività subacquea, il mondo ha cominciato
a prestare attenzione allo stato delle barriere coralline.
Ora bisogna prendere le misure necessarie per rispondere alla
crisi della loro riduzione documentata appunto dallatlante
e garantire che questo sistema ecologico unico ed importante
continui a nutrire, proteggere ed divertire noi
e quelli che ci saranno dopo di noi, questa è
la posizione di Töpfer.
Per ulteriori
informazioni su questo, nuovissimo Atlante mondiale delle
barriere coralline potete rivolgerVi a Robert Bisset, portavoce
dellUNEP per lEuropa, scrivendo a: robert.bisset@unep.fr
.
Noi
del Project AWARE abbiamo cominciato lanno scorso con
delle campagne per la protezione delle barriere. Vogliamo
ricordarVi che abbiamo del materiale illustrativo da offrirVi.
Potete
chiedere agli uffici di vendita PADI il video Coral
Reef Harmony disponibile in varie lingue, o il video
Coral Reef Conservation uscito da poco in inglese
o il relativo CD-ROM (che è comprensivo di video e
outlines).
Domande?
Scrivetemi:
nicole.dietrich@padi.ch
oaware@padi.ch .
Nicole
Dietrich
Manager Project AWARE |