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  Entra in vigore la Convenzione sull’Area Internazionale di Protezione delle Balene nel Mediterraneo (Santuario delle Balene)  
             
 

Photo: Kurt Amsler

 

A fine settembre, il Parlamento italiano ha firmato la Convenzione sull’Area Internazionale di Protezione delle Balene nel Mediterraneo, dopo che era stata ratificata in Francia e nel Principato di Monaco.

L’area protetta è di 84.000km2, circa il doppio della Svizzera. Ne è parte il bacino tra Corsica, Liguria e Provenza e va dalla Costa azzurra fino alla Toscana meridionale e alla Sardegna settentrionale. La Convenzione non copre soltanto le acque territoriali (in genere le 12 miglia) ma si estende anche alle acque internazionali; un caso unico per quanto riguarda le aree di protezione marine del nostro emisfero.

Grazie alla ricchezza di cibo nel periodo estivo, si uniscono nell’area protetta numerose balene, tra cui spesso balenottere, capodogli, delfini e grampi. La creazione di quest’area protetta è il risultato di dieci anni di lavoro da parte di organizzazioni per la protezione degli animali, delle specie a rischio e dell’ambiente.

La ratificazione della convenzione obbliga i firmatari a formulare e realizzare ..... misure protettive concrete su tutto il territorio. Ciò è importante per proteggere le balene da una serie di pericoli a cui sono esposte nel Mediterraneo e che dovranno essere eliminati presto e in maniera definitiva. I fattori che mettono a rischio le balene sono:
privazione delle basi alimentari a causa della pesca eccessiva, metodi di pesca non selettivi (causa della cattura “involontaria” di tante balene), inquinamento dei mari, inquinamento acustico causato da un intenso traffico di navi, nonché la crescente industria del Whale-Watching. Quest’ultima può seriamente minacciare le balene se il Whale-Watching commerciale viene fatto “abusivamente” e senza alcuna regola.

Agli Stati firmatari della Convenzione sono stati assegnati dei compiti specifici. L’Italia p. es. è responsabile del Management dell’area protetta; ciò comprende tra altro l’attuazione del divieto di pesca a strascico nonché la regolamentazione delle attività di Whale-Watching.

La conoscenze della specie in questione è necessaria per una protezione efficiente e persistente di questi animali e del loro habitat. Delle balene e dei delfini nel Mediterraneo si sa sempre di più. Nonostante ciò ci sono ancora molte cose da scoprire. L’ASMS (gruppo di lavoro per la protezione dei mammiferi marini – Svizzera) realizza ogni anno in estate, un progetto di studio sulle balene nominato MEDCET, al fine di aumentare la conoscenza dei mammiferi marini e quindi poterli proteggere meglio. MEDCET è parte di un programma di monitoraggio coordinato da varie università. Oggetto di questi programmi è lo studio degli spostamenti delle singole specie all’interno dell’area protetta.

(fonte: ASMS – gruppo di lavoro per la protezione dei mammiferi marini – Svizzera)
www.asms-swiss.ch