Una vicenda di successo:
Le UN riconoscono che l’inquinamento acustico subacqueo rappresenta un grave pericolo per balene, delfini e pesci A New York, da 6 al 10 giugno, presso le UN, si è tenuta una consultazione informale sugli oceani e la legge del mare (UNICPOLOS). Grazie alla "Ocean Noise Coalition" internazionale, le UN hanno preso la decisione di iniziare a regolamentare l’inquinamento acustico subacqueo. L’inquinamento procurato dai rumori agli oceani è stato inserito nell’agenda dell’UNICPOLOS, e sarà presentato alla prossima riunione generale delle UN, per essere oggetto di discussione.
La European Coalition for Silent Oceans (ESCO), fondata nel 2002 dalla Ocean Care, si è fusa con le altre consimili organizzazioni del Nord America e dell’America Latina, dando vita alla "Ocean Noise Coalition" internazionale. Insieme, hanno fatto in modo che, una settimana fa a New York, le Nazioni Unite riconoscessero la gravità e la pericolosità che l’inquinamento globale rappresenta per gli habitat oceanici e che, per controllarlo, è necessario intraprendere un’azione congiunta. La petizione della coalizione internazionale è stata sostenuta, in particolare, da Italia e Spagna.
A nome di 140 organizzazioni non governative internazionali, in rappresentanza di più di 15 milioni di individui, la "Ocean Noise Coalition" ha presentato a Kofi Anan una petizione con cui si chiede una regolamentazione internazionale dell’inquinamento acustico subacqueo, e la sua riduzione (www.asms-swiss.org/deutsch/pdf/UN_Petition.pdf).
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