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Proibita la caccia delle balene a scopi commerciali

57 ma International Whale Hunting Commission di Ulsan, Corea del Sud, 20-24 giugno 2005.

Prima del dibattito sulla caccia alle balene, ed al conseguente divieto di cacciarle a scopi commerciali, Ulsan era il centro dell’industria baleniera della Corea del Sud. Osservando questo divieto, il governo Sud Coreano ha mostrato la sua chiara volontà di voler imitare il Giappone e, intraprendendo la “caccia alle balene a scopi scientifici”, aggirarne la proibizione.

La tattica Giapponese è quella di proseguire la caccia alle balene in nome della ricerca scientifica. Un tale tipo di programma, che prevedeva la cattura di 900 balenottere minori,   50 megattere e 50 balenottere comuni nella riserva naturale dell’Antartico, è stato bloccato grazie alla pressione delle nazioni che sono concordi sulla protezione delle balene. Questa tattica, che causa la morte di migliaia di balenottere minori, è stata duramente criticata dal plenum, particolarmente per essere stata originariamente definita come progetto scientifico su istigazione del Giappone. Ciò dimostra come il Giappone non abbia alcun ritegno o vergogna nell’impiegare una “scappatoia” per evitare il trattato sulla caccia alle balene.

Altro espediente è quello di usare, spudoratamente, il cosiddetto “by-catch”. Questa locuzione viene utilizzata per definire quelle balene e quei delfini che, involontariamente, vengono catturate con reti da pesca, che sono largamente utilizzate nel commercio a livello nazionale. Che questo by-catch, in Corea, sia circa 50 volte superiore a quello di altre nazioni che non commerciano carne di balena, è un fatto. Ci sono studi scientifici che comprovano la riduzione della popolazione di tutte le balene; ed è stato anche dimostrato che causa di ciò sono l’inquinamento, la pesca indiscriminata ed il by-catch.

La carne di balena è costosa e, a causa del divieto, il suo prezzo è salito alle stelle.

Ad esempio, nel 2004, in Corea il prezzo di una balena si aggirava intorno ai 100.000 dollari americani: si pensa che le balene cacciate illegalmente vengano vendute, sul lucroso mercato del vicino Giappone, ad un prezzo ben superiore. Che ad Ulsan, su 150 tonnellate di carne di balena venduta, ben l’80 % venga commercializzato nella sola Corea è un fatto certo: e queste, che sono le cifre pubblicate, sono distanti da quelle reali, purtroppo superiori.

Secondo ciò che asseriscono il Giappone, l’Islanda e la Norvegia, anche se la loro opinione non è condivisa dai biologi marini, sono proprio le balene a provocare il generale collasso dell’approvvigionamento ittico e, perciò, per prevenire ulteriori danni, dovrebbero essere sterminate. Piuttosto, gli scienziati ritengono che il rischio per la popolazione ittica mondiale sia rappresentato dal continuare la pesca indiscriminata. L’Industria della pesca giapponese è una delle più potenti del mondo è perciò non è strettamente interessata ai tentativi di limitare le attività ittiche su vasta scala che la comunità internazionale sta conducendo.

La Project AWARE Foundation lavora continuamente per la protezione e la conservazione del mondo sommerso. Da dieci anni, la Project AWARE Foundation Europe ha promosso innumerevoli campagne e progetti come la campagna "Protect the Sharks", i reef artificiali, Reef Balls , la campagna "Save the Turtles", il " The Whale Shark Project", progetti per l’ancoraggio a boe, l’immersione eco-sostenibile e molte altre. Alle Maldive, ad esempio, la Project AWARE Foundation ha fatto in modo che, in sette atolli e allo scopo di proteggerli dall’estinzione, sia stata vietata la caccia agli squali. Questi risultati sono certamente notevoli che meritano un profondo rispetto. Quest’anno, la Project AWARE Foundation celebra il suo 10° compleanno e, grazie alle sue attività di successo, può ben guardarsi alle spalle.

"Spetta alla nostra generazione, e proprio ora, fare in modo che ciò di cui noi disponiamo e che ci è stato donato prima che arrivassimo, e cioè le bellezze naturali e la loro salute, non diminuiscano a sfavore di coloro che verranno dopo di noi." John F. Kennedy

La Project AWARE Foundation è la più importante fondazione ambientalista, senza fini di lucro, dell’industria subacquea. Lavoriamo assieme ai nostri partner, subacquei e sostenitori dell’ambiente di tutto il mondo, con l’obiettivo di conservare gli ambienti sommersi attraverso l’educazione, la tutela e l’azione.

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